Bonifico Bancario a Vista

Il bonifico è un metodo di pagamento molto utilizzato in Italia, basti pensare all’accredito dello stipendio, oltre che al trasferimento di denaro tra privati e non solo in relazione a operazioni di compravendita. In questa guida ci concentreremo su una particolare forma di bonifico, detta a vista o anche a vista fattura.

Si tratta di un’operazione che sblocca immediatamente il pagamento in favore di chi ha sostenuto precedenti spese, in relazione a lavori svolti. Si pensi ai lavori condominiali realizzati da un professionista dotato di partita IVA. Non appena avrà emesso fattura, potrebbe percepire il compenso con un bonifico a vista, quindi, rientrando almeno nelle spese in maniera tempestiva. Per fare in modo che tale bonifico venga effettuato, è necessario che non solo sia stata emessa la fattura, ma che essa riporti anche la dicitura pagamento a vista fattura o pagamento a consegna fattura.

In sostanza, serve che tra le parti, venditore e acquirente o prestatore d’opera e committente,venga stabilito che all’invio della fattura, l’altra parte si attiverà pagando con un bonifico a vista. Per questo, la causale del bonifico, che resta obbligatoria per ogni versamento bancario, deve espressamente riportare il tipo di lavoro svolto e in relazione al quale viene praticato il pagamento. Sarà sufficiente fare copia e incolla con la dicitura riportata sulla fattura.

Vediamo adesso come si effettua un bonifico a vista. Sono necessari gli stessi dati richiesti per un qualsiasi bonifico ordinario, indipendentemente che il pagamento avvenga tra due parti residenti in Italia o all’interno dell’area SEPA.

Pertanto, bisogna disporre
-Dei dati dell’ordinante, ovvero di chi effettua il pagamento, come nome, cognome, indirizzo e documento d’identità valido, tranne che la banca non li possegga già.
-Dei dati del beneficiario, ovvero nome, cognome e indirizzo.
-Dei dati bancari sia dell’ordinante che del beneficiario, ovvero il codice IBAN contenente ABI, CAB e numero di conto corrente.
-La causale.
Nel caso di un bonifico a vista verso l’estero, poi, serviranno anche l’IBAN, il BIC, Bank Identifier Code, o SWIFT per identificare i conti correnti dei titolari residenti in Stati dell’area SEPA.

Quanto ai tempi per fare in modo l’accredito venga effettivamente materializzato sul conto corrente del beneficiario, risultano gli stessi di quelli previsti per un bonifico ordinario. Parliamo di 1 o 2 giorni lavorativi e senza distinzione tra pagamenti nazionali e pagamenti all’interno dell’area SEPA. Da alcuni anni, infatti, è avvenuta una parificazione delle condizioni all’interno dell’area e quindi sono stati abbattuti tempi e costi dei pagamenti tra conti correnti accesi in stati diversi e che in passato finivano per richiedere anche qualche settimana per essere realizzati e comportavano oneri decisamente superiori ai pagamenti nazionali.

Quanto alle modalità per realizzare un bonifico, sopra abbiamo presentato quelle relative a un accredito da conto a conto, recandosi in banca, presupponendo, cioè, che l’ordinante impartisca al funzionario del proprio istituto l’ordine di pagamento, portando i dati necessari. In realtà, potrebbe anche accadere l’ordinante non disponga il prelievo di alcuna somma dal proprio conto corrente, consegnando al funzionario la liquidità da accreditare sul conto del beneficiario, chiaramente maggiorata delle commissioni. Per il resto, la procedura risulta identica, tranne per il fatto che non serve chiaramente avere i dati del proprio conto corrente. Si tratta del bonifico bancario senza conto corrente.

Può anche accadere che l’ordinante nemmeno si sposti di casa per effettuare un bonifico, a vista o ordinario che fosse. Oggi come oggi, infatti, basta semplicemente collegarsi al sito della propria banca, accedere al conto corrente digitando codice utente e password, se dotato delle funzionalità di home banking, andare nella sezione relativa ai pagamenti ed effettuare il bonifico, inserendo negli appositi campi i dati relativi al beneficiario e al suo conto corrente, la cifra da trasferire e la causale. Chiaramente, non è necessario nemmeno in questo caso inserire i propri dati, che automaticamente risulteranno registrati.

I costi dipendono da banca a banca, ma ormai si aggirano tutti nell’ordine di pochi euro per operazione, qualcosa di più nei casi di bonifico istantaneo, ovvero di pagamenti con accredito immediato sul conto corrente del beneficiario, ricorrendo le condizioni previste. Altro aspetto importante riguarda il fatto che il bonifico, una volta effettuato, può anche essere revocato, sempre che l’annullamento entro poche ore dall’ordine impartito. Nel caso di un bonifico ordinario, il tempo minimo concesso per annullarlo è di 2 ore, ma alcune banche offrono diverse ore in più. Ovviamente, una volta effettuato l’accredito, l’annullamento non è più praticabile e che per questa ragione un ripensamento non è possibile nel caso di un bonifico istantaneo. La revoca può avvenire per le ragioni più svariate, compreso l’errore materiale, come per la digitazione della somma da trasferire in favore del conto beneficiario. La cancellazione avviene in modo diverso, a seconda che il bonifico sia stato effettuato in banca o da casa, ovvero recandosi nuovamente presso il proprio istituto o accedendo al conto online e seguendo le indicazioni allo scopo.

Bonifico Istantaneo

In questa guida spieghiamo come funziona il bonifico istantaaneo

Il bonifico è uno dei metodi di pagamento tra i più utilizzati in Italia, così come all’estero, grazie all’avanzamento e alla diffusione della tecnologia. Esso consente, infatti, il trasferimento di denaro sul conto corrente di un beneficiario in maniera sicura e piuttosto veloce.

Esistono varie modalità per effettuarlo. La più comune consiste nell’ordinare al funzionario della propria banca di prelevare una data somma, dopo avere compilato debitamente un apposito modulo, nel quale vengono indicati i dati relativi alle generalità proprie e di quelle del soggetto beneficiario e le rispettive coordinate bancarie, oltre che la causale del pagamento. Tuttavia, è possibile anche recarsi in banca con denaro contante e chiedere ugualmente l’accredito su un dato conto, consegnando la somma al funzionario dell’istituto e sempre compilando il modulo. Negli ultimi anni, questi passaggi risultano superflui, essendo possibile inviare denaro dal proprio conto corrente online, ovvero senza muoversi da casa e da telefonino, tablet o PC. Il bonifico viene eseguito effettivamente nell’arco di qualche giorno lavorativo, in genere, 1 o 2. Di recente, è comparso il bonifico istantaneo che consente l’accredito praticamente in tempo reale. Pochi secondi e la somma viene trasferita da un conto all’altro o da contante sul conto.

Prima di esaminare le caratteristiche del bonifico istantaneo, cerchiamo di capire come si sia arrivati ad esso. Un bonifico ordinario, dicevamo, consente il trasferimento effettivo di denaro nell’arco di 1 o 2 giorni lavorativi. Non era così fino a pochi anni fa, quando i tempi variavano a seconda che il bonifico avvenisse tra conti appartenenti o meno allo stesso gruppo bancario e accesi presso filiali con sede in stati diversi. Adesso, nell’area SEP, Single Euro Payment Area, sono stati omologati i tempi e anche i costi delle commissioni richieste, nel senso che non possono divergere sulla base della sede del conto beneficiario e di quello ordinante.

Nonostante questa semplificazione e il relativo accorciamento dei tempi per l’accredito, non sono stati eliminati del tutto alcuni inconvenienti. Immaginiamo di accorgerci di avere una scadenza imminente e di non detenere sufficiente liquidità per affrontarla. Richiediamo aiuto a un amico lontano, questi ci fa un bonifico, ma la cifra ci viene accreditata dopo qualche giorno. Se nel mezzo c’è una festività, compreso un fine settimana, l’accredito slitta al primo o al secondo giorno lavorativo successivo e potrebbe essere tardi per onorare la scadenza che avevamo. Da questo deriva la necessità di possedere uno strumento di pagamento più immediato, anche perché le banche stanno subendo una crescente concorrenza da parte della fintech, ovvero del vasto mondo delle società tecnologiche e attive nella gestione dei pagamenti e di altre operazioni finanziarie, che offrono al mercato soluzioni molto evolute e spesso più economiche, oltre che rispondenti meglio alle necessità. Si considerino inoltre le criptovalute, dotate di una tecnologia molto temuta dalle banche, la blockchain. Una di queste, Ripple, consente di trasferire denaro da una parte all’altra del mondo e di convertirlo da una valuta all’altra al tasso di cambio del momento e tutto questo in tempo reale.

Ecco la ragione per cui nasce il bonifico istantaneo, ovvero per battere la concorrenza di strumenti di pagamento alternativi più veloci di un bonifico. Esso consente l’accredito di denaro nel giro di qualche secondo, ma è anche vero che presenta per ciò stesso qualche potenziale svantaggio. Il primo è l’impossibilità di revocare il bonifico. Quello ordinario può essere revocato entro le ventiquattro ore o poco prima, consentendo così al soggetto ordinante di annullare l’operazione se per un qualche motivo non intenda più effettuarla. Essendo qui il pagamento immediato, è evidente che questo ripensamento non risulti più possibile.

Altro problema, i costi. Non è possibile indicare le commissioni applicate, perché dipendono da banca a banca e da contratto e contratto. Diciamo che per un bonifico ordinario si spende solitamente un paio di euro o poco più, mentre per uno istantaneo le cifre salgono, anche se non parliamo di un salasso. Questo perché si tratta di un servizio ancora recente e che viene garantito da un sistema di sicurezza ancora più avanzato. Infine, esiste un limite alle cifre trasferibili per bonifico istantaneo e che è di 15.000 euro. Non una somma bassa, per cui si possono affrontare eventuali incombenze impreviste nel quotidiano senza problemi.

Per concludere, il bonifico istantaneo consente il trasferimento immediato di denaro sul conto corrente di un beneficiario, seguendo le stesse regole previste per un bonifico ordinario. Non è, però, possibile revocare il pagamento, una volta ordinato e si rischia di pagare qualche euro in più. Bisogna, pertanto, informarsi sulle condizioni contrattuali, nel caso di un conto corrente appena aperto.

Come Ricevere un Bonifico dall’Estero

Il bonifico è un metodo di pagamento sempre più utilizzato nel mondo attuale. Del resto, tutti o quasi possediamo ormai un conto corrente, per cui risulta più conveniente e agevole fare ricorso a questo strumento per inviare e ricevere denaro. In realtà, non è necessario che a possedere un conto corrente sia anche colui che effettua il pagamento, essendo sufficiente che lo abbia beneficiario. Questo, perché è anche possibile fare un bonifico senza conto corrente, consegnando al funzionario della banca una somma di denaro in contante. Una volta fatto questo, basta comunicargli i dati relativi al beneficiario e segnarli nell’apposito modulo che vi viene consegnato. In questa guida, affronteremo un tema specifico, ovvero come si può ricevere un bonifico dall’estero.

Iniziamo da una premessa, da un punto di vista delle regole bancarie, esiste una differenza tra area SEPA e resto del mondo. La prima sta per Single Euro Payment Area, cioè individua i 19 stati che utilizzano l’euro come moneta nazionale, oltre a Liechtenstein, Norvegia e Islanda, Paesi che fanno parte della European Economic Area. Per i bonifici in arrivo da questi paesi, il beneficiario non paga costi per le commissioni, che gravano sul debitore. Anche i tempi di accredito sono abbastanza brevi, in genere, pari ad appena un giorno lavorativo, visto che nell’area si è proceduto a una integrazione tra i singoli mercati, di fatto creandone uno grande. In sostanza, se un individuo spedisce denaro dalla Germania all’Italia tramite bonifico, è come se la transazione avvenisse all’interno dello stesso Stato. Non era così fino a pochi anni fa, quando anche all’interno dell’area SEPA si poteva assistere a diversi giorni lavorativi per un accredito e potevano essere imposte commissioni anche al ricevente per un bonifico.

La realtà non è sempre perfettamente adeguata alle norme, per cui ancora oggi potrebbe esservi qualche banca ad applicare ancora all’interno dell’area commissioni a carico del beneficiario e a dilatare i tempi dell’accredito per un bonifico, non avendo recepito la nuova disciplina. Chiediamoci, invece, cosa accade per i bonifici in arrivo sul nostro conto corrente dal resto del mondo, ovvero dall’esterno dell’area SEPA.

In questo caso le commissioni potrebbero esistere anche a carico del beneficiario e i tempi per l’accredito potrebbero risultare superiori a quelli ordinari e interni all’area SEPA. I bonifici dall’estero, area non SEPA, sono a pagamento, in quanto la banca deve tradurre in euro pagamenti effettuati nella generalità dei casi in valuta straniera. Potrebbero occorrere anche oltre 7 giorni lavorativi per visualizzare l’accredito sul proprio conto corrente, cosa che implica il dovere attendere fino a una decina di giorni, se non un paio di settimane, considerando le festività e le domeniche. Per fare in modo che l’operazione sia possibile, è necessario che colui che effettua il pagamento abbia a disposizione sia il nostro codice Iban che il BIC, Bank Identifier Code. Il primo individua il conto corrente, il secondo è un codice identificativo per ogni banca. Una volta che si è in possesso di questi dati, chi effettua il pagamento sarà in grado di inviare il denaro esattamente alla nostra banca e sul nostro conto corrente. Chi è titolare di un conto corrente postale, deve sapere che anche Poste Italiane ha il suo BIC, pur non essendo un istituto di credito, non aderendo all’ABI e non essendo oggetto di controlli e delle regole della Banca d’Italia e della BCE.

I codici compaiono nell’estratto conto cartaceo che la banca invia periodicamente, di solito con frequenza almeno trimestrale o annuale. Tuttavia, negli ultimi anni, molti clienti hanno scelto di non ricevere più comunicazioni relative ai propri saldi, in modo da risparmiare sulle spese per la detenzione del conto corrente. Questo significa che dovrete o guardare al contratto che avete firmato o fare accesso al vostro conto corrente online, digitando codice cliente e password.

In generale, prima di firmare un contratto, non dovreste limitarvi a leggere le condizioni di massima. Cercate di capire quali sono le vostre esigenze specifiche e valutate se la banca e il conto X siano idonei per voi. Per esempio, una banca potrebbe chiedervi spese bassissime o nessuna per la detenzione di un conto corrente, ma magari caricare molto su alcune commissioni, come quelle applicate ai bonifici inviati e a quelli ricevuti dall’esterno dell’area SEPA. Se non vi aspettate di ricevere un bonifico o se prevedete, al limite, che potreste riceverne qualcuno, specie dall’estero, la cosa non vi toccherà molto, ma il discorso cambia se siete convinti che tali operazioni saranno da voi effettuate di frequente. Del resto, con i tassi d’interesse azzerati sul mercato, le banche si vedono costrette da tempo a puntare non più di tanto sui margini ottenuti dall’intermediazione creditizia, ma sui servizi, ovvero dal complesso mondo delle commissioni, le quali spesse volte non destano molta attenzione tra i clienti, essendo considerati aspetti contrattuali secondari, mentre finiscono in molti casi per tradursi in un costo molto elevato.

Distinta Bonifico

Il bonifico bancario è un’operazione che consiste nel trasferimento di una somma di denaro a beneficio di un conto bancario. In genere, chi eroga la somma, ordina alla propria banca di prelevarne l’importo dal proprio conto corrente, anche se è possibile effettuare un bonifico senza conto corrente, con la consegna a mano di denaro contante o di titoli di credito, presentandosi allo sportello con un documento di riconoscimento. Oggi, va detto, molti bonifici vengono effettuati senza nemmeno recarsi allo sportello, bensì semplicemente accedendo al proprio conto corrente online, se abilitato per le operazioni di home banking, come ormai accade praticamente per tutti i conti accesi.

Il trasferimento del denaro avviene in un periodo di tempo di appena un giorno lavorativo nell’area SEPA, Single Euro Payments Area, mentre fino a qualche anno fa era di un paio di giorni lavorativi per i bonifici intercorsi tra due conti correnti accesi presso banche appartenenti al medesimo gruppo, arrivando finanche a 5 o 6 giorni lavorativi per i casi di bonifici interbancari. Se, poi, il conto beneficiario si trovava preso uno stato straniero, i tempi si dilatavano fino a una decina di giorni lavorativi. Oggi, per fortuna, almeno all’interno dell’Europa i tempi sono stati resi omogenei e di molto ridotti, mentre è diventato possibile persino l’accredito di denaro in tempo quasi reale, ovvero nell’arco di un paio di ore al massimo, sempre che il bonifico online venga ordinato prima dell’orario di apertura delle banche e, comunque, subendo commissioni più elevate.

All’atto dell’effettuazione di un bonifico, è necessario compilare la distinta. Si tratta di un prospetto suddiviso in due parti. Nella prima compaiono i dati relativi ai titoli presentati per il versamento delle somme ordinato, nella seconda compaiono i dettagli sui tagli e il numero delle monete consegnate alla banca. Questa rilascerà al cliente ordina una copia o parte della distinta, che costituirà prova dell’avvenuta operazione, anche nei confronti dell’ordinante in caso di pagamento non andato a buon fine per irregolarità riscontrate con i titoli consegnati. Questi moduli si trovano presso la bancae sono a disposizione della clientela, la quale deve riempirli prima di effettuare un bonifico con tutti i dati richiesti, riguardanti sia la persona titolare della somma da trasferire che quella del beneficiario e rispettivi conti correnti.

In altre parole, quando mi reco in banca per fare un bonifico, ho davanti a me due possibilità, consegnare al funzionario denaro contante o titoli di credito, oppure ordinare il prelievo dal mio conto corrente. Nel primo caso, la distinta conterrà i dati relativi al denaro o ai titoli di credito consegnati, mentre nel secondo caso le informazioni relative al conto corrente su cui avverrà l’addebito della somma, ovvero il codice Iban e il nome del titolare. Infine, bisognerà riportare i dati del conto corrente del beneficiario, ovvero codice Iban e nome del titolare. Chiaramente, l’ordinante dovrà anche inserire una motivazione per il trasferimento del denaro, chiamata causale, che dovrebbe essere presa seriamente, altrimenti il Fisco potrebbe non vederci chiaro e interpretare male la causale del bonifico. Infine, bisognerà indicare la data e firmare la distinta.

La copia o parte della distinta consegnata al cliente serve come prova dell’avvenuta operazione. Dunque, nel caso in cui il beneficiario dovesse reclamare per il mancato pagamento, l’ordinante potrà opporgli proprio la distinta.

Per quanto detto sopra, la distinta non sarà compilata in caso di bonifico online. In questo caso il trasferimento di denaro avviene da conto a conto, ma senza recarsi in banca, con la conseguenza che sarà necessario semmai limitarsi a compilare i campi obbligatori richiesti, dopo avere effettuato l’accesso con codice cliente e password al proprio conto corrente. Il fatto che non si vada allo sportello e non si riceva un documento cartaceo all’atto dell’effettuazione del bonifico non significa che non vi sarà prova dell’operazione di versamento del denaro, perché di essa rimarrà traccia nella cronologia dei movimenti bancari. Dunque, il bonifico resta opponibile a chi lo ha ricevuto, così come il beneficiario avrà ugualmente prova della somma effettivamente ricevuta per i casi di disguido con l’ordinante, si pensi a una vendita per corrispondenza eseguita da un soggetto non professionale, che lamenti di avere ricevuto dall’acquirente una somma inferiore a quella pattuita.

Fare un bonifico non è gratis, perché comporta il sostenimento delle commissioni ad esso legate, che variano da banca a banca. Per questo, bisogna scegliere all’atto dell’accensione del conto corrente l’istituto più conveniente per le proprie necessità. In genere, il costo di un bonifico è di qualche euro o anche zero per i bonifici tra conti bancari dello stesso gruppo, mentre salgono a una media di 5 euro o più per quelli intercorsi tra conti di gruppi bancari differenti. Infine, un costo ancora maggiore e nell’ordine anche di una decina di euro si ha per i bonifici in favore di un conto bancario all’estero. Chiaramente, il costo viene sostenuto da chi effettua il pagamento.

Bonifico su Libretto Postale

Il libretto postale è uno strumento con cui milioni di risparmiatori italiani tengono le loro giacenze presso uno dei 14.000 uffici di Poste Italiane. Negli ultimi anni si è registrata una diversificazione della clientela, vuoi per l’offerta più variegata delle Poste, vuoi anche per la fuga dai mercati finanziari più avanzati con lo scoppio della crisi economica. In questa guida, esamineremo una delle domande più comuni tra i possessori di un libretto postale, quella se sia possibile effettuare un bonifico.

Vi diciamo subito che la risposta è positiva, ma solo in alcuni casi. Come sappiamo, per ricevere un bonifico, è necessario possedere un conto corrente dotato di codice Iban. Questo va comunicato a chi eroga la somma di denaro, altrimenti non sarebbe possibile operativamente procedere con il bonifico. Se questo è vero, sappiamo anche che il libretto postale non è un conto corrente, vediamo allora come risulta possibile ricevere un bonifico. Bisogna chiedere all’ufficio di Poste Italiane il codice Iban, che sarà fornito senza costi. Infatti, ogni libretto sarà identificato con il codice Abi, che fa riferimento all’istituto emittente, oltre che con il Cab, che si riferisce all’ufficio postale in cui il libretto è stato aperto.

Una volta ottenuto l’Iban, si possono ricevere i bonifici, ma solo per l’accredito della stipendio, se ad erogarlo è un ente pubblico. Pertanto, è necessario comunicare l’Iban alla Pubblica Amministrazione per cui si lavora, per fare in modo che questa sia nelle condizioni di spedire la pensione o lo stipendio alle scadenze dovute. Dunque, con il libretto postale non risulta possibile ricevere un bonifico da un’azienda privata per l’accredito, per esempio, dello stipendio, o da un privato di altra natura e per qualsiasi altra ragione può spedirvi denaro.

Eppure, per i possessori di un libretto dalla versione Smart è possibile ricevere denaro da conto corrente bancario, sempre che l’intestatario sia lo stesso. Risulta essere anche possibile, in questi casi, che il conto corrente sia cointestato con un altro soggetto. Dunque, non si può ricevere denaro da terzi, ma solamente da un conto corrente proprio.

Pertanto, immaginiamo di essere titolare di un libretto postale e di essere dipendenti di un’azienda privata. Per fare in modo di potere ricevere il bonifico mensile per l’accredito dello stipendio, dovremo aprire un conto corrente bancario presso un qualsiasi istituto e tramite di esso potremo trasferire periodicamente il denaro sul libretto postale. Il versamento automatico da azienda privata a libretto postale non è possibile, perché è diversa la logica del conto corrente rispetto a quella di un libretto aperto alle Poste. Il primo serve per detenere liquidità a interesse zero, disponibile per le spese quotidiane, mentre il secondo ci è utile per accantonare i nostri risparmi, convogliandoli in uno strumento finanziario semplice e anche notoriamente sicuro, tanto che gli interessi offerti rasentano spesso lo zero, specie in questa fase.

Il libretto postale è un deposito a vista nominativo, nel senso che le somme in esso accreditate sono esigibili immediatamente dal titolare, quando questi si presenta all’ufficio postale, munito di documento valido di riconoscimento. All’immediata esigibilità esiste qualche eccezione, mentre non tutti sono nominativi, perché esistono anche i libretti al portatore, ovvero che consentono al suo possessore di presentarsi allo sportello postale e di richiedere in ogni momento le somme accreditate. In questi casi, però, la somma massima accreditabile è di 1.000 euro, altrimenti il libretto postale aggirerebbe con facilità la legge contro l’uso del contante, la cui soglia è stata innalzata a 3.000 euro dall’1 gennaio 2016, restando fissata a 1.000 euro per l’accredito dello stipendio.

Abbiamo detto che la richiesta del codice Iban è a costo zero, così come la stessa tenuta del libretto è gratuita. Ogni anno, però, bisogna pagare 34,20 euro per l’imposta di bollo. Considerando che gli interessi attualmente offerti da questo strumento siano azzerati, il titolare di un libretto non solo non percepirebbe niente dalla detenzione delle somme su di esso, ma nei fatti ci rimetterebbe qualcosa ogni anno.

Il dipendente di un qualsiasi ente pubblico è, quindi, tenuto eventualmente a comunicare all’ente previdenziale o della PA il codice Iban ottenuto da Poste Italiane, per fare in modo che sia possibile ricevere periodicamente l’accredito dello stipendio. Resta facoltativa, invece, la titolarità di una carta libretto, che agevola le operazioni di prelievo e versamento. Le limitazioni di cui sopra derivano dal fatto che Poste Italiane, nonostante sia attiva nel campo dell’erogazione di strumenti finanziari, non è ufficialmente un istituto bancario, non possedendo la licenza bancaria e non essendo sottoposta ai controlli e alle regole della Banca d’Italia e della BCE. Pertanto, essa si limita a raccogliere denaro tra i clienti, grazie alla sua fitta rete di sportelli sparsi su tutto il territorio nazionale, ma non lo investirà in prima persona, appoggiandosi su terzi.