Codice TRN Bonifico Bancario

In questa guida spieghiamo in cosa consiste il codice TRN del bonifico bancario.

Il bonifico è diventato ormai tra le forme più diffuse e comuni di pagamento, grazie anche all’avanzare della tecnologia, che rende possibile, per esempio, effettuare pagamenti da Pc e smartphone senza nemmeno più la necessità di recarsi in banca e con accredito anche in tempo reale. La facilità con cui avvengono le transazioni comporta, però, l’insorgere di problemi di sicurezza e di controllo, ragione per cui il sistema bancario è caratterizzato dalla presenza di svariati codici, che puntano proprio a rendere sicuri e univocamente identificabili i bonifici effettuati.

Iniziamo con lo spiegare, nel caso ve ne fosse bisogno, cosa sia un bonifico bancario. Si tratta di un pagamento, che il cliente di una banca può effettuare recandosi allo sportello e compilando un apposito modulo, con il quale ordinare al funzionario di versare la somma indicata sul conto corrente segnalato e di cui sono noti gli estremi identificativi del titolare, oltre che la causale. All’atto del pagamento, se si detiene un conto corrente, si può autorizzare il funzionario a prelevare la somma indicata, altrimenti si può anche scegliere di consegnare l’importo in contanti, aumentato degli eventuali costi di commissione. In alternativa, come anticipavamo, è anche possibile fare il tutto online, accedendo alle funzionalità del conto corrente per l’home banking ed espletando i pochi semplici passaggi per versare la somma in favore di un altro conto corrente.

TRN è un acronimo che sta per Transation Reference Number o numero di riferimento per la transazione. Esso rappresenta un codice numerico di estrema importanza per la banca, perché individua univocamente il bonifico e lo distingue da tutti gli altri. Risulta essere la banca ad assegnarlo e, se non compare sulla ricevuta del bonifico che si desidera realizzare, si potrà richiederlo ad essa.

Il TRN è legato al CRO, acronimo per Codice di Riferimento Operazione. Infatti, il CRO è dato dall’insieme dei numeri, che vanno dal sesto al sedicesimo del TRN. Il CRO è stato adottato fino all’entrata in vigore di SEPA, Single Euro Payments Area, ovvero il circuito che individua i pagamenti all’interno dell’Unione Europea, ma non solo. Quando è entrato in vigore il SEPA, il CRO è stato di fatto assorbito dal TRN.

I caratteri numerici del CRO sono undici, mentre quelli complessivo del TRN sono trenta, ma si compongono anche di lettere. Vediamo come si controlla se il TRN è quello esatto. Per iniziare, come spiegato in precedenza, il codice deve essere di trenta caratteri e deve comprendere anche lettere, oltre ai numeri. Dal sesto al sedicesimo carattere deve esservi coincidenza con il CRO. Gli ultimi due caratteri, poi, devono essere lettere. A sua volta, il CRO è composto da undici cifre e non deve contenere lettere. Le ultime due cifre sono il risultato della divisione modulo 13 dei primi nove numeri.

Basandosi solo sul CRO o sul TRN è impossibile sapere se un bonifico sia stato effettivamente eseguito o meno, anche se su questi codici è possibile fare il controllo di cui sopra. Come abbiamo potuto comprendere, il TRN non è legato al titolare di un conto corrente, ma al bonifico, per cui è del tutto sbagliato pensare di essere in possesso di un codice TRN, come se contraddistinguesse il nostro conto. Non stiamo parlando, per intenderci, di un codice IBAN, ma di una sequenza alfanumerica che individua un pagamento effettuato tramite un determinato bonifico, per cui esso cambia per ciascuno di questi. Se abbiamo in un anno solare effettuato 100 bonifici, abbiamo dato origine a 100 distinti codici TRN, ognuno dei quali è legato a un solo bonifico.

Il codice TRN diventa di estrema importanza quando vogliamo avere la prova di un pagamento. Per esempio, nel caso di ristrutturazione di un bene immobile, per usufruire delle agevolazioni fiscali, è necessario che si fornisca allo stato la prova di avere pagato la somma indicata con la dichiarazione dei redditi e il metodo più veloce risulta essere proprio quello di segnalare il TRN. Pertanto, chi paga spesso richiede alla banca di fornirgli il codice TRN per godere di tale prova, anche se non è indispensabile che esso venga richiesto all’istante, visto che la traccia rimane nel sistema dei pagamenti.

Riepilogando, i pagamenti si effettuano con sempre maggiore frequenza tramite bonifico bancario e senza nemmeno recarsi in banca, ma semplicemente accedendo al proprio conto corrente online, se abilitato alle funzioni home banking. Una volta impartito l’ordine di versare una data somma a un conto beneficiario, potrebbe risultare utile, per fini fiscali, ma anche solamente per dotarsi di una prova, richiedere alla propria banca, qualora non lo si abbia visualizzato nella ricevuta del bonifico, quale sia il codice TRN, che contraddistingue univocamente la transazione avvenuta. Per verificare la correttezza di questo codice, ricordiamo che è composto da 30 caratteri, di cui la gran parte numeri, ma si conclude di due lettere e contiene il CRO dal sesto al sedicesimo carattere.