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Come Annullare un Bonifico Bancario

Aggiornato il 4 Novembre 2026

In questa guida spieghiamo come annullare un bonifico bancario.

Può capitare di dover annullare un bonifico dopo averlo disposto online oppure presso lo sportello della propria banca. Le ragioni possono essere diverse: un errore nell’IBAN del beneficiario, un importo sbagliato, un pagamento duplicato oppure un trasferimento effettuato per errore. La possibilità di annullare il bonifico dipende dal tipo di operazione e dal momento in cui viene richiesta la cancellazione. Bisogna distinguere la revoca di un ordine di pagamento non ancora irrevocabile dal recall, cioè la procedura utilizzata per tentare di recuperare un trasferimento già eseguito. Nel secondo caso, la restituzione del denaro non è garantita.

Indice

  • 1. Tempi per Annullare un Bonifico
  • 2. Come Annullare un Bonifico Online
  • 3. Come Annullare un Bonifico Bancario allo Sportello
  • 4. Motivi per cui Annullare un Bonifico Bancario
  • 5. Cosa Fare se il Bonifico non può più Essere Annullato

Tempi per Annullare un Bonifico

La revoca di un bonifico è disciplinata dal D.Lgs. n. 11/2010, in particolare dagli articoli 5 e 17. L’articolo 5 stabilisce che il consenso a un’operazione di pagamento può essere revocato secondo le modalità concordate con l’intermediario, purché l’ordine non sia diventato irrevocabile.

L’articolo 17 prevede, come regola generale, che l’ordine di pagamento non possa essere revocato dall’utente una volta ricevuto dalla banca o dall’altro prestatore di servizi di pagamento. La stessa disposizione contempla alcune eccezioni e la possibilità di concordare una revoca successiva, secondo le condizioni applicabili.

Non esiste quindi un termine generale di poche ore entro il quale sia sempre possibile annullare un bonifico. La possibilità di cancellare l’operazione dipende dal momento in cui l’ordine viene considerato ricevuto, dalle modalità con cui è stato disposto e dalle condizioni previste dall’intermediario.

Per esempio, quando viene programmato un bonifico con una data di esecuzione futura, l’articolo 17, comma 4, consente generalmente di revocare l’ordine entro la fine della giornata operativa precedente quella concordata per l’esecuzione.

Per un bonifico SEPA ordinario, invece, i tempi di esecuzione sono generalmente di un giorno lavorativo dalla ricezione dell’ordine. Il termine può essere prorogato di un’ulteriore giornata lavorativa per gli ordini impartiti su supporto cartaceo.

Bisogna però distinguere i tempi di accredito dalla possibilità di revoca. Un bonifico può essere già irrevocabile anche se il denaro non è ancora arrivato sul conto del beneficiario. La banca può consentirne la cancellazione in determinate circostanze, ma non è obbligata ad accettare qualsiasi richiesta successiva alla ricezione dell’ordine.

Il bonifico SEPA istantaneo segue una procedura differente. Quando viene eseguito, il denaro è trasferito normalmente entro 10 secondi e il pagamento non può più essere annullato attraverso una normale revoca. In caso di errore è possibile rivolgersi immediatamente alla banca per tentare il recupero delle somme, senza garanzia di risultato.

Per i bonifici internazionali al di fuori dell’area SEPA, la disponibilità di una procedura di annullamento o richiamo dipende anche dagli intermediari coinvolti e dalle regole applicabili al trasferimento.

Come Annullare un Bonifico Online

Se il bonifico è stato disposto online, bisogna accedere all’area riservata della propria banca e verificare lo stato dell’operazione. La sezione da consultare può essere denominata Ultimi bonifici, Operazioni in lavorazione, Disposizioni oppure Bonifici programmati, a seconda dell’intermediario.

Se il pagamento risulta ancora revocabile, potrebbe essere disponibile un pulsante con la dicitura Annulla, Cancella oppure Revoca. Selezionando questa funzione e completando l’eventuale procedura di autorizzazione, è possibile richiedere la cancellazione dell’ordine.

Non tutte le banche permettono di revocare un bonifico direttamente online. Se la funzione non compare, è opportuno contattare immediatamente il servizio clienti e chiedere se l’operazione possa ancora essere annullata.

Se il bonifico risulta già eseguito, la semplice richiesta di cancellazione non è più sufficiente. In questo caso bisogna chiedere alla banca di valutare una procedura di richiamo o recupero delle somme.

La possibilità di procedere dipende dal tipo di bonifico e dalle circostanze del pagamento. Anche quando la banca accetta di inoltrare la richiesta, non è garantito che il denaro venga restituito.

Come Annullare un Bonifico Bancario allo Sportello

Se il bonifico è stato disposto direttamente in banca, bisogna contattare tempestivamente la filiale e chiedere se sia ancora possibile revocare l’ordine.

È opportuno avere a disposizione la ricevuta dell’operazione, un documento di identità e gli eventuali riferimenti del bonifico. La banca può richiedere di presentarsi allo sportello e compilare un modulo di revoca.

Il funzionario verifica lo stato dell’ordine e comunica se la cancellazione è ancora consentita. Se il bonifico è già diventato irrevocabile, può essere valutata una richiesta di richiamo, secondo le condizioni del servizio.

Le eventuali commissioni applicate alla revoca o al recupero dipendono dal contratto e dalla procedura utilizzata. Prima di autorizzare l’operazione è opportuno chiedere se siano previste spese anche nel caso in cui il tentativo di recupero non abbia successo.

Motivi per cui Annullare un Bonifico Bancario

Tra i motivi più frequenti per richiedere l’annullamento di un bonifico ci sono gli errori nella digitazione dell’IBAN, l’indicazione di un beneficiario sbagliato, un importo superiore a quello dovuto oppure l’invio dello stesso pagamento due volte.

Dal 9 ottobre 2025, per i bonifici SEPA ordinari e istantanei in euro, gli intermediari italiani soggetti ai relativi obblighi devono offrire il servizio Verification of Payee. Questo controllo verifica la corrispondenza tra il nome del beneficiario indicato dall’ordinante e quello associato all’IBAN presso l’intermediario destinatario.

Se il sistema segnala una mancata corrispondenza o una corrispondenza parziale, è consigliabile verificare i dati direttamente con il destinatario prima di confermare il bonifico. Il controllo non garantisce comunque che la persona alla quale si trasferisce il denaro sia affidabile.

Se l’intermediario non ha effettuato la verifica quando era obbligato a farlo e il bonifico è stato eseguito verso un beneficiario sbagliato, possono trovare applicazione specifiche disposizioni sulla responsabilità e sul rimborso previste dalla normativa europea.

Un’altra situazione riguarda il pagamento di un bene o servizio che successivamente non viene consegnato oppure non soddisfa le aspettative dell’acquirente. In questo caso non esiste un diritto generale a far annullare dalla banca un bonifico già eseguito. Il cliente deve far valere gli eventuali diritti derivanti dal contratto nei confronti del venditore, anche quando la banca accetta di tentare un recupero del pagamento.

Prima di disporre un bonifico è quindi opportuno verificare sempre l’IBAN, il nome del beneficiario e l’importo. Bisogna inoltre controllare che le coordinate siano state comunicate attraverso un canale attendibile, soprattutto quando riguardano un acquisto online o il pagamento di una fattura.

Cosa Fare se il Bonifico non può più Essere Annullato

Se il bonifico è già stato eseguito, la prima cosa da fare è contattare immediatamente la propria banca, spiegare l’errore e chiedere di avviare la procedura di recupero più appropriata.

Nel linguaggio comune questa operazione viene spesso chiamata recall. Negli schemi SEPA, tuttavia, sono previste procedure differenti a seconda della causa del richiamo, come l’invio duplicato, un errore tecnico, una frode oppure una richiesta di recupero avanzata dall’ordinante per altri motivi.

La richiesta non comporta automaticamente lo storno dell’importo. Se il denaro è già stato accreditato, il recupero può richiedere la collaborazione della banca destinataria e, nei casi previsti, il consenso del beneficiario.

Nel caso in cui il bonifico sia stato eseguito utilizzando un IBAN errato indicato dal cliente, si applica l’articolo 24 del D.Lgs. 11/2010. La disposizione stabilisce che l’intermediario dell’ordinante deve compiere sforzi ragionevoli per recuperare i fondi, mentre quello del beneficiario è tenuto a collaborare.

Se il recupero non riesce, il cliente può chiedere per iscritto alla propria banca le informazioni disponibili utili per intraprendere un’azione di tutela. L’intermediario può applicare le spese sostenute per il recupero soltanto quando ciò sia previsto dal contratto.

Quando il pagamento è stato effettuato a una persona che non aveva diritto a ricevere la somma, può trovare applicazione l’articolo 2033 del Codice civile, relativo alla ripetizione dell’indebito. In base a questa disposizione, chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di richiederne la restituzione, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge.

Il diritto alla restituzione è generalmente soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni prevista dall’articolo 2946 del Codice civile. Quando il pagamento era indebito fin dall’origine, il termine decorre normalmente dal pagamento stesso. La prescrizione può essere interrotta da un atto giudiziario o da una richiesta formalmente idonea a costituire in mora il debitore, secondo gli articoli 2943 e 2945 del Codice civile.

Se non è possibile ottenere la restituzione tramite la banca, si può inviare al destinatario una richiesta formale, per esempio tramite PEC o raccomandata con avviso di ricevimento, indicando l’importo ricevuto per errore, la data del pagamento e le ragioni della richiesta. È opportuno conservare la documentazione relativa al bonifico e alle comunicazioni inviate.

Se il destinatario rifiuta di restituire il denaro, può essere necessario agire in giudizio per ottenere il rimborso. La documentazione bancaria costituisce un elemento utile per dimostrare il trasferimento, ma il diritto alla restituzione deve essere valutato anche in relazione alle circostanze del pagamento.

Il mancato rimborso di un bonifico ricevuto per errore non comporta automaticamente una responsabilità penale. In determinate circostanze, tuttavia, la condotta del destinatario può integrare il reato di appropriazione indebita previsto dall’articolo 646 del Codice penale, quando ne ricorrono tutti gli elementi costitutivi.

Se invece il bonifico non è stato autorizzato dal titolare del conto, per esempio perché disposto da un soggetto che ha ottenuto abusivamente accesso ai servizi bancari, occorre segnalarlo immediatamente all’intermediario e contestare l’operazione. I pagamenti non autorizzati sono soggetti a una disciplina diversa da quella prevista per un bonifico volontariamente disposto a un destinatario sbagliato.

Un discorso a parte riguarda i bonifici parlanti utilizzati per determinate agevolazioni fiscali, come le detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Quando la normativa richiede un bonifico parlante, il pagamento deve contenere le informazioni previste, tra cui la causale con il riferimento normativo pertinente, il codice fiscale del soggetto che beneficia della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del destinatario del pagamento.

Se il bonifico è stato compilato in modo errato, non è necessariamente obbligatorio annullarlo e ripeterlo. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 43/E del 18 novembre 2016, ha chiarito che, in determinate situazioni nelle quali l’errore impedisce l’applicazione della ritenuta prevista, la detrazione può essere conservata acquisendo una dichiarazione sostitutiva di atto notorio del beneficiario dell’accredito.

Nella dichiarazione, il destinatario deve attestare di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella propria contabilità ai fini della corretta determinazione del reddito, secondo quanto previsto dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate. Una semplice dichiarazione che confermi il pagamento, senza le attestazioni richieste, non è necessariamente sufficiente.

Occorre inoltre distinguere le agevolazioni. Per esempio, per il bonus mobili ed elettrodomestici è ammesso il pagamento con bonifico ordinario o con carta di debito o credito, senza l’obbligo di utilizzare il bonifico parlante previsto per determinati lavori edilizi.

In presenza di un bonifico utilizzato per una detrazione fiscale, prima di chiedere la restituzione delle somme e ripetere il pagamento è quindi opportuno verificare le condizioni dell’agevolazione e le possibilità di regolarizzazione riconosciute dall’Agenzia delle Entrate.

About Massimo Ballerini

Lavoro in banca da oltre dieci anni e sono un appassionato di finanza personale

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